di Paolo Barbera, Zri Mario Conti, Patrizia Galia, Nino Pillitteri e Fabio Savagnone
Venti immagini, cinque autori, cinque sguardi distinti che si intrecciano in un racconto corale sul rapporto tra uomo e paesaggio.
La mostra fotografica Di questa terra – Of (f) this land apre le porte durante i giorni del Festival a San Vito Lo Capo, offrendo al pubblico un mosaico visivo in cui ogni frammento dialoga con l’altro, componendo una riflessione sul tempo, sull’abbandono e sulla resilienza della natura.
La segheria abbandonata di San Vito Lo Capo emerge come un luogo sospeso, dove le tracce del lavoro umano si dissolvono lentamente, trasformandosi in rovina e memoria. In un’altra geografia, le pecore pascolano sotto le pale eoliche: una convivenza silenziosa tra antichi ritmi pastorali e le architetture della contemporaneità. Le spiagge bianche del Pacifico si offrono come visioni rarefatte, quasi astratte, mentre le spiagge affollate della Sicilia restituiscono un’umanità densa, rumorosa, vitale.
I campi di grano ondeggiano come superfici vive, segnate dal vento e dalla luce, accanto a divani abbandonati che evocano una domesticità perduta, dislocata, fuori contesto. Nei laghi putridi, immobili e opachi, si manifesta una vita inattesa: un fenicottero solitario abita questo margine, trasformando il degrado in possibilità. I panni stesi al sole, gesto quotidiano e universale, diventano segni di presenza, piccoli atti di resistenza nel fluire del tempo. E infine, un circolo del tennis abbandonato, dove la natura riconquista lentamente lo spazio, cancellando linee e regole, restituendo il terreno a un ordine primordiale.
Attraverso queste immagini affiora un tema comune: il “grido della terra”. Non un’urgenza gridata, ma una vibrazione costante, che attraversa luoghi e situazioni diverse. È un invito a osservare le trasformazioni, a riconoscere le contraddizioni e a interrogarsi sul fragile equilibrio tra ciò che costruiamo e ciò che inevitabilmente lasciamo indietro.
Una mostra perfettamente in sintonia con l’anima del SiciliAmbiente Film Festival, giunto alla sua diciottesima edizione: cinema e fotografia come strumenti di consapevolezza, capaci di trasformare lo sguardo e di restituire urgenza alle domande che più contano.
Paolo Barbera
Medico dentista e fotografo che si occupa di street photography e reportages per Emergency. Sempre in giro per il mondo con le sue prestigiose macchine a pellicola, celebra il potere della fotografia come importante arma di sensibilizzazione e strumento per finanziare l’Africa.
Barbera organizza mostre fotografiche per raccogliere fondi e realizzare strutture come scuole e ospedali. Insieme all’amico Paolo Madonia ha acquistato una pompa idraulica per portare l’acqua da una sorgente vicina presso un villaggio di dipartimento di Ziga in Burkina Faso.Inoltre ha realizzato il backstage del video clip “Ogni giorno ad ogni ora” (2016), terzo estratto da “Flores”, l’album del cantautore veneziano Marco Iacampo.
Zri Mario Conti
(Villafrati, 1966) è uno still photographer attivo nella fotografia street e documentaria. Da anni si dedica alle arti visive, promuovendo eventi artistici e collaborando a progetti fotografici per ambiti istituzionali e promozionali. Ha ottenuto riconoscimenti internazionali, tra cui la finale al Siena International Photo Awards (2016) e il Bronze Award al Tokyo International Foto Awards (2017).Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, con esposizioni tra Palermo, Lucca, Viareggio, e Arles, sviluppando progetti legati al territorio, alla memoria e alla dimensione sociale.
Parallelamente ha lavorato come still photographer per il cinema, collaborando con il regista Salvo Cuccia in produzioni come Summer ’82 When Zappa Came to Sicily e La Spartenza.
Le sue fotografie sono state pubblicate su diverse riviste e cataloghi, sia cartacei che digitali.
Patrizia Galia
Originaria di Erice, sviluppa fin da piccola una passione per l’arte inizialmente attraverso il disegno e pittura per poi dedicarsi soprattutto alla fotografia.
Utilizzando la fotocamera del padre, inizia a documentare la realtà che la circonda, concentrandosi su momenti quotidiani,gesti semplici e volti comuni con uno stile essenziale e diretto.
Il suo lavoro è profondamente legato alla cultura e alle tradizioni siciliane, in particolare alle processioni religiose esplorate in progetti come La mia Gente
e Nel nome del Padre. Ha inoltre raccontato il territorio di Erice nel progetto Monstrum, mostrando un forte senso di appartenenza alla sua comunità.
Da oltre vent’anni porta avanti il progetto Salanitro, documentando il lavoro dei salinari nella Riserva di Trapani e il progressivo cambiamento di questa attività tradizionale. Ha completato la sua formazione partecipando a master con importanti fotografi italiani come Tony Gentile, Letizia Battaglia, Dario De Dominicis, Fabio Moscatelli, Stefano Mirabella, Angelo Turetta e Giovanni Marozzini.
Nino Pillitteri
Svolge la sua attività a Palermo.
Laureato in Matematica. Si dedica alla fotografia da fin prima di iniziare l’Università nel 1983. Dal 2001 si occupa professionalmente di fotografia.
Ho avuto buoni maestri e delle grandi fonti di ispirazione sia in Italia che all’estero, tra Svezia e Danimarca, E’ CEO Administrator e reatore di https://www.photo.webzoom.it/,
si occupa di Street Photos, Social, Reportages e Viaggi. Ha collaborato con fotoup.net, quattrocanti.it, photojournale.com, Azsalute.it.
Agenzia Demotix-Corbis, PacificPressAgency, Citizenside France, Blasting News Italia.
Ha studiato fotografia al MoMA di NY e ha pubblicato per Riviste e libri della casa editrice Assouline di NY. Ha foto esposte presso la Saatchi Gallery di Manhattan.
Oltre la matematica e la fotografia coltiva lentamente il suo uliveto
Fabio Savagnone
(Palermo, 1968) è un giornalista e fotografo la cui ricerca esplora il rapporto tra individuo, memoria e territorio, con particolare attenzione alla Sicilia. Formatosi negli anni ’80 anche grazie agli incontri con Mario Giacomelli e Dean Collins, sviluppa uno stile rigoroso basato su luce e ostruzione dell’immagine.
Fin dagli esordi indaga il paesaggio siciliano in chiave intima e narrativa, evolvendo nel tempo verso una riflessione più complessa su emoria
e stratificazione visiva, come nel progetto Gli uomini del sale (2014).
Espone in diverse città italiane e collabora anche a livello internazionale, ad esempio con la MAP Galerie di Bordeaux.
Parallelamente svolge attività professionale nella fotografia d’arte, collaborando con Christie’s e case editrici specializzate. Ha lavorato anche in ambito commerciale con Pagani Automobili e Fujifilm.
Attivo anche nella didattica e nell’editoria, dirige progetti culturali e riviste. Le sue opere sono conservate in collezioni permanenti, tra cui il Museo Guttuso di Bagheria.





