| HOME | PRESENTAZIONE | PROGRAMMA | Documentari IN CONCORSO | Laboratorio Sostenibilità | ISCRIZIONI | REGOLAMENTO | EDIZIONE 2009 |

Uno spettacolo che racconta l'industria, l'industrializzazione, la storia di un contesto dei figli degli operai, di un territorio che viveva di pesca e campagna che di colpo diventa piccola cittadina industriale. A metà tra il cunto e il blues, con gli occhi illusi di un bambino che vedono nell'industria il sogno dei padri e la rabbia di un giovane che qui vive un contesto soffocante da un punto di vista umano e ambientale. Alessio Di Modica con il cunto ci conduce in un viaggio tra le ciminiere , i vapori , i respiri e gli umori della zona industriale...con il racconto che si muove tra la tenerezza e l'ironia!!
Proiezione del documentario alla presenza dell'autore, Antonio Bellia, premiato al festival Cinemambiente di Torino e al festival del Mediterraneo. A Sud-est della Sicilia, in una delle zone più suggestive, nel triangolo tra Melilli Priolo e Augusta si perpetua da anni uno scempio di grande portata. Circa trenta km di costa e una vasta area interna è stata trasformata in un cimitero di ciminiere e una vasta discarica abusiva. Solo trenta anni fa quella zona appariva essere come un piccolo paradiso terrestre dove la gente viveva in parte grazie alla pesca e in parte grazie alla coltivazione della terra.
1956. Il giorno dopo la catastrofe mineraria di Marcinelle, in Belgio, Genoveffa riceve la visita ufficiale di re Baldovino. Vorrebbe condividere con il sovrano la propria vicenda: sette anni di corrispondenza con il marito Antonio, intrappolato per sempre a oltre mille metri sottoterra. Ma Baldovino porge i propri saluti e si congeda. Sola con i propri ricordi, Genoveffa ripercorre le tappe di una vicenda d'amore, di guerra e di migrazione.
Nelle miniere di zolfo siciliane, a circa 500 metri di profondità , ci viene mostrata l'immane fatica dei lavoratori e gli antichi metodi di estrazione che venivano ancora utilizzati.
I due documentari saranno presentati dalla
direttrice della Filmoteca Regionale Siciliana
Laura Cappugi.
La macchina da presa, nell'alba di un giorno
qualsiasi segue i minatori avviarsi verso i pozzi ed attendere che
i compagni del turno di notte risalgano in superficie dopo otto ore
di lavoro. Poi tocca a loro scendere e arrivati al livello destinato, si
separano e si disperdono: spingono camioncini, preparano le perforatrici.
I minatori smuovono il materiale frantumato dalle mine, come
fossero su un crinale pericoloso, quasi in attesa che si materializzi la
disgrazia, in uno scorrere di tempo sempre uguale, fino al tramonto,
quando arriva il momento di tornare a casa.
Sarà presente
l'autore. Il film è stato presentato
come evento speciale all'Arward University
e vincitore del Festival del Levante.
Un percorso all'interno delle miniere di zolfo
del centro della Sicilia; una ricostruzione storica della vita dei minatori, delle condizioni sociali e delle lotte per la conquista dei propri diritti. Attraverso le testimonianze di vecchi minatori che negli anni 60 rappresentavano la classe di lavoratori più numerose nella Sicilia
centrale, "A Pirrera" cerca di far rivivere le atmosfere e le condizioni in
cui questi lavoratori vivevano quotidianamente. La ricerca di una memoria
storica che in Sicilia sembra essere scomparsa e che ha trovato
come conseguenza l'abbandono e lo sciacallaggio di luoghi colmi di
fatica e dolore.
Alla presenza
del protagonista, il maestro
Vincenzo Consolo.
Un viaggio nella Sicilia suggestiva e dolorosa di Vincenzo Consolo. Un ritratto originale dell'isola attraverso gli occhi dello
scrittore, ma anche un ritratto dell'uomo e dell'artista attraverso le luci e le ombre della sua terra. Questo documentario riscopre la voce preziosa di Consolo attraverso i suoi testi e le immagini della sua Sicilia, dalle profondità del Mito dell'isola, emerge una lettura lucida della Storia siciliana, italiana dal dopoguerra ad oggi: l'emigrazione verso il Nord, la vita dei minatori delle zolfare, la fine del mondo contadino, l'industrializzazione e le devastazioni del territorio, i terremoti e le selvagge ricostruzioni, le stragi mafiose di ieri e di oggi. Una storia che lo scrittore stesso ha vissuto in prima persona, condividendola con alcuni tra i più importanti intellettuali
italiani.
Alla presenza degli autori
Il film cerca di raccontare Rosa Balistreri attraverso un mosaico di suggestioni: frammenti di ricordi di coloro che le hanno vissuto accanto si mischiano alle voci dei suoi concittadini che a loro volta si fondono con il canto, ruvido e possente, della Rosa cantatrice.